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Il fiore più bello del mondo...i 5 petali della Sila.

Emanuela Palmieri, Frank e Robert Laurenzano, Samuele Crivaro e Domenico Noce, sono 5 angeli che vivranno in eterno nei nostri cuori...per sempre...Sono tra di noi più forti che mai...la loro presenza, ogni giorno, si avverte sempre più. Questo fiore con 5 petali non morirà mai...

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Il serpente bianco della Sila PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianluca Congi   
Giovedì 14 Gennaio 2010 13:38

Unico caso documentato di albinismo completo nel serpente della specie Cervone. Quando la natura ci riserva emozionanti sorprese...

  Un primo piano. In natura il fenomeno dell’albinismo è frequente, gli animali e con essi anche l’uomo nonchè i vegetali devono fare i conti con l’acromia congenita, leucodermia o leucopatia e può essere completa, parziale o imperfetta; in pratica l’albinismo è una deficienza ereditaria della melanina, la sostanza che da il colore alla pelle.

I soggetti albini si riconoscono facilmente dalla pelle molto chiara e dagli occhi rossi, anche se esistono diverse forme di albinismo che non sto qui ad elencarvi altrimenti il senso di questo mio contributo perderebbe tutto l’interesse. Posso solo aggiungere che gli albini si dividono in due gruppi: quelli tirosinasi-negativi (riconoscibili dagli occhi rossi e dalla classica colorazione assente o quasi) e quelli tirosinasi-positivi (alla nascita presentano gli occhi che sono rossi ma che ben presto diventano nocciola ed un pattern di colorazione tipicamente color avorio o caramello).

Ecco la rarità. Veniamo al dunque del racconto/realtà…: mi giunge una delle tante e solite chiamate con richiesta di intervento, pare che sia stato avvistato uno strano rettile, un serpente con gli occhi rossi e la livrea rosacea, qualcuno ha ipotizzato addirittura che si possa trattare di un serpente esotico sfuggito dalla cattività o incautamente rilasciato in natura, non mi meraviglierei poi così tanto, però occhio che non vede, giudizio che non si può dare, io dico sempre così. Mi incuriosisco non poco, sono molto impegnato, cosa fare e non fare, è tardi, mandare qualcuno al mio posto? Non se ne parla proprio, sono cose che devo vedere da me, anche perché, nonostante io cerchi di insegnare cittadini, ragazzi, boscaioli, forestali, ambientalisti, colleghi etc., tutti, dico tutti, inesorabilmente temono i serpenti, magari qualcuno timidamente fa il gradasso ma vi assicuro che poi alla fine, si rivoltano indietro. Un caso unico. Riesco a giungere a destinazione, è tardi, appena mi metto alla ricerca, con vane possibilità, scopro  che dietro un cespuglio a diverse centinaia di metri dal luogo di originario avvistamento c'è quella creatura, non ho dubbi nel riconoscerla come un giovane Cervone, completamente albino. Si presenta con l’occhio rosso e la livrea sbiadita, il giovane, in condizioni normali è contraddistinto da macchie nere su fondo grigio, questo esemplare sembra quasi trasparente, è davvero un soggetto particolare. Non ho molti dubbi, guardo bene e mi faccio la mia idea. Un piccolo Cervone di 36 centimetri, nato completamente albino. Sfatato il possibile mito e la costituenda leggenda popolare, mi chiedo cosa sarebbe successo se non fossi intervenuto e se non fosse prevalso il buon senso, la credulità popolare avrebbe avuto un'altra leggenda da raccontare? Qualcuno avrebbe diffuso la notizia della presenza di serpenti alieni in Sila? Libero verso il suo destino.  Chi mi ha segnalato la presenza del rettile già mi conosceva molto bene, specie per  il mio smisurato amore verso i serpenti, consentitemi per una volta un pizzico di orgoglio, un bel esempio positivo, dopo anni di ricerche invane e di tentativi immani affinchè sui rettili si facesse chiarezza assoluta (poster, libri, testi, articoli, trasmissioni, opere educative varie, azioni di tutela etc.), ciò serve solo a rincuorarmi delle tante delusioni, questo come tanti altri casi si sono risolti grazie alle tante, tante e tante non inutili parole spese in tutte le occasioni utili, scusate il gioco di parole, interventi, discussioni con agricoltori o pastori, gli appelli lanciati dai vari siti, dalla tv via web dove curo la pagina di natura e di animali, dal mondo di internet in genere, dalle testate giornalistiche cartacee locali, provinciali e regionali, dalle voci che corrono, finalmente un obiettivo che sento di aver raggiunto, spesso lavoro senza nessuna soddisfazione credetemi, soddisfazioni non dico personali ma almeno che servano per far aumentare la sensibilità negli altri, questo è il mio essenziale scopo, informare e aumentare la consapevolezza per il rispetto concreto della natura e degli esseri che la popolano, ve lo assicuro, questa è la principale e quasi esclusiva missione che cerco di portare avanti con le mie gesta da comune mortale, un comune mortale che fa solo ciò che tutti dovrebbero fare, io non sono straordinario, sono semplicemente una persona come tutte, perché tutelare la natura è dovere morale di tutti noi uomini, nessuno escluso. Spesso anche i mass media, gli amici e chi evidentemente mi stima, mi fanno passare per una persona “diciamo impegnata”,  falso, sfatiamo in questa occasione un altro mito, io credo che nessuno si debba tirare indietro di fronte a certe questioni che ne valgono anche il proprio destino e la propria vita unita a quella dei propri figli ovvero delle generazioni future; tutelare tutto ciò che è vita è una nostra missione, guai se così non fosse, spesso mi rendo conto che questo ragionamento casca nel buio pesto, per fortuna, come sottolineo nuovamente, questo caso è l’esempio dell’esatto contrario, come per tutti i serpenti salvati dall'uccisione scontata, la collaborazione della gente è indispensabile.

Rinvenuto e rilasciato in pace. Quel destino beffardo ha fatto si che questa creatura, una su milioni forse, nascesse così “particolare” che rispetto alle altre. L’albinismo in natura, specie quando è marcato, può essere un vero “handicap” per la sopravvivenza dell’individuo, questo diverso dalla massa e al contempo con meno possibilità di sopravvivenza dovute, come nel nostro esempio, a due principali fattori invalidanti: 1) a seguito della mancanza della melanina, la protezione ai raggi solari è praticamente nulla, ciò comporta seri rischi in caso di esposizione ai raggi solari, per un animale a sangue freddo in particolar modo; 2) se per molti animali, la mimetizzazione rappresenta la vera arma da usare nella difficile lotta per la sopravvivenza, per alcuni serpenti addirittura è condizione necessaria, negli esemplari albini questo effetto si annulla, di conseguenza immaginate un falco che scruta il terreno, avvista un serpente bianco che si nota senza alcun problema, il seguito credo sia scontato. C’è da dire che spesso gli esemplari albini sono fisicamente più fragili, tutti questi fattori fanno si che la sopravvivenza sia davvero un caso, addirittura è molto difficile che un esemplare arrivi alla maturità e di conseguenza riesca a tramandare i geni dell’albinismo. Dopo averlo ammirato, ecco che il piccolo Cervone, è stato rilasciato solitario tra la macchia, con la speranza che Madre natura gli dia una chance in più, chissà il destino cosa avrà riservato a questa creatura! Sarà anch’esso un figlio di un destino beffardo, oppure riuscirà a sconfiggere, senza non poche difficoltà, le dure leggi della natura? Non posso dirvi alla prossima puntata, sarei tentato, ma credo che sia giusto far fare alla natura ciò che è giusto che essa faccia.

 

 

Gianluca Congi